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Alleanza
con Roma (seconda parte)
La
sconfitta romana spinge alla ribellione Capua, i Lucani e altri popoli
dell’Italia meridionale, che passano ai Cartaginesi. Nuceria
e la sua lega restano fedeli all’alleanza, e Annibale, nel settembre
del 216, assedia la città, la prende e la rade
al suolo. I Nucerini superstiti vanno esuli nelle diverse città
campane.
La
vittoria finale romana sui Cartaginesi portò alla ricostruzione
di Nuceria. Prima, però, i nocerini esuli ottennero una sede
provvisoria in Atella,
a danno degli abitanti, ribelli a Roma.

"
Immagine di un romano contro un cartaginese "
La
città fu ricostruita con una pianta regolare, e formava un
rettangolo di 1200 x 1000 m., della superficie di 120 ha., quasi doppia
rispetto a Pompei (65 ha.). Circondata da una potente cinta muraria,
di cui rimangono alcuni tratti con le loro torri, era divisa in quattro
dal decumano massimo e dal cardine massimo. Ogni quartiere era poi
suddiviso in insule, delimitate da decumani e cardini minori.
Il
cardine massimo, che partiva dalla Porta
Romana, era orientato N-S, ed era chiuso a Sud dal complesso del
Teatro e degli edifici pubblici più importanti.
Vi
erano quattro porte
principali ed altre secondarie, a cui si collegavano diverse strade
che univano Nuceria ad altri centri.
In età più tarda le principali di esse erano la via
Stabiana, la via Popilia o Annia e la strada consolare Nocera-Pompei-Napoli.
Nocera Superiore: Località
Pareti
" Cinta muraria "
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Nei
primi due secoli e fino alla distruzione la città conobbe
una grande prosperità. In
mancanza di resti urbani, cancellati dalla distruzione annibalica,
possiamo averne un’idea dai ricchi corredi delle poche
tombe
scavate, con insigni esempi di ceramica greca e greco-campana.
La
ricchezza della città era basata sui traffici,
ma
anche su una abbondante produzione agricola,
ottenuta
da contadini liberi distribuiti su fondi di limitate dimensioni.
Nel
II sec. a.C., in parallelo con l’evoluzione generale
dell’economia italica, si diffondono le ville
rustiche, con manodopera in prevalenza servile e finalizzate
a produzioni esportabili, come vino ed olio.
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Nel
II secolo la città rimane prospera e autonoma:
si ha notizia di patrizi romani esuli a Nuceria che ne prendono la
cittadinanza. Ma si tratta di una autonomia formale, e cessa anche
la coniazione di monete proprie. Nel
104 a.C. è ricordata la fuga di un gruppo di schiavi, da inquadrare
nel clima delle guerre
servili di quegli anni.
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