Nocera nella storia

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I Barbari e l'alto medioevo

Il dominio degli Ostrogoti non risolleva le sorti del territorio. Teodorico riduce a 1/8 le tasse dovute dalla Campania. Molta parte degli abitanti si è trasferita sulla costa amalfitana, e altri li seguiranno durante l’atroce guerra tra Goti e Bizantini.

Nel 553 sulle rive del Sarno, tra Angri e S. Antonio Abate, l’ultimo re ostrogoto, Teia, muore combattendo contro i Bizantini di Narsete. L’Italia è riassorbita nell’Impero Romano di Giustiniano. Nuceria è semidiroccata. I Bizantini cercano di rivitalizzare la città con una nuova e più ridotta cerchia di mura. Viene eretto il Battistero di S. Maria Maggiore.

Nel 568 penetrano in Italia i Longobardi, che nel 570 s’insediano a Benevento, e compiono scorrerie nei territori costieri restati ai Bizantini. Anche il territorio di Nocera è colpito dalle loro incursioni.


  " Nocera Superiore: Battistero di S. Maria Maggiore "

Intorno al 605-610 i Longobardi conquistano il territorio nocerino. La città scompare e con essa, probabilmente, la Diocesi. I pochi abitanti rimasti, con l’aggiunta dei Longobardi sopraggiunti, anch’essi rari, si distribuiscono in minuscoli villaggi. Il territorio a valle della città antica, già spopolato e inselvatichito, è quasi del tutto abbandonato, salvo un casale di origine romana, Barbazzano. Nella città in rovina si impiantano qua e là campi coltivati e boschi, e sopravvive solo l’area Pucciano-Pareti, protetta da un tratto delle mura antiche superstiti.
Il territorio nocerino, incluso nel ducato beneventano, è ripartito tra i gastaldati di Sarno, Rota e Salerno.


Esso è travagliato dalla guerra di confine coi territori bizantini sul golfo di Napoli e sulla costa amalfitana.
Mancano notizie sui secoli VII e VIII.
Nel 774, con la distruzione da parte di Carlo, re dei Franchi, del regno longobardo d’Italia, il ducato di Benevento si trasforma in principato indipendente, che più tardi, dall’851, si scinderà nei due principati di Benevento e Salerno (cui va Nocera), spesso in guerra tra loro oltre che coi bizantini.
Dal 795 comincia la documentazione conservata nell’archivio della Badia della SS. Trinità di Cava de’ Tirreni, che comprende centinaia di atti relativi al territorio nocerino. Si tratta di contratti privati, ma indirettamente ne ricaviamo una buona conoscenza dell’evoluzione del territorio.


Nell’VIII secolo riscontriamo un insediamento ristretto al nucleo di Pucciano-Pareti, a una serie di piccoli villaggi sulla direttrice Passo di Camerelle-Rocca e a Barbazzano. Vi è un tentativo, nella prima metà del secolo di espansione sul territorio, verso Angri e Sarno, e un ampliamento delle zone coltivate nelle Starze. Esso si arresta nell’ultimo quarto del secolo per le scorrerie dei Saraceni, provenienti dalle foci del Garigliano, dalla costa napoletana e da Cetara.
Nell’888 i Saraceni assediano invano il castello di Lanzara, che protegge il passo di Campanile dell’Orco e l’antica via Popilia, unica strada importante ancora in uso. La pressione saracena è crescente, e porta probabilmente a un’occupazione del territorio a valle della città antica che perdura fino alla metà del X secolo e che spiega l’assenza di documenti su questa zona.
Alla metà circa del IX secolo ricompare il gastaldato nocerino. L’organizzazione religiosa è incentrata sulla pieve di S. Maria Maggiore, unica chiesa sacramentale del territorio. Essa, come tutto l’Agro, rientra nella diocesi di Salerno.Sono ricordate numerose altre chiese ma di carattere privato.

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