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I
Barbari e l'alto medioevo
( terza parte )
L’insediamento dei cavalieri normanni, e la costruzione di piccoli
castelli signorili, come quello di Corteimpiano
a Pagani, e quello di Castel San Giorgio, segna una riorganizzazione
del territorio attorno ai castelli stessi, parziale rispetto ad altre
zone perché Rocca e Nocera restano castelli pubblici. Si parla
per questo di incastellamento.
A ciò si unisce una ristrutturazione dell’organizzazione
ecclesiastica, basata sulle parrocchie, e un profondo mutamento degli
assetti della proprietà fondiaria, a favore dei normanni e
dei monasteri.
Tra questi ultimi compaiono, e si affermano rapidamente, S.
Prisco e S.
Angelo in Grotta, quest’ultimo dipendente dall’abbazia
cavese.
Con l’ultimo principe longobardo, Gisulfo II, la potenza normanna
diventa irresistibile. Tra i grandi conti normanni primeggiano gli
Altavilla.
I Normanni, dopo essersi impadroniti di Capua e del resto del Sud,
nel 1077, guidati da Roberto il Guiscardo, d’Altavilla, si impadroniscono
di Salerno. L’ultimo atto del principato longobardo è
stilato a Nocera nel maggio dello stesso anno.
Il territorio nocerino viene diviso tra Roberto, che si intitola duca
d’Apulia e Calabria, e il suo alleato Giordano di Capua.
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I discendenti del Guiscardo,
come Duchi d’Apulia e di Calabria, governano gran parte
del Sud prima con Ruggero Borsa (1085-1112) e poi con Guglielmo
(1112-1127). Col loro appoggio Ruggiero, fratello del Guiscardo,
si impadronisce della Calabria Bizantina e poi della Sicilia,
che col titolo di Gran Conte governa come vassallo di Salerno.
Suo figlio Ruggero
II approfitta della debolezza del duca Guglielmo per divenire
del tutto autonomo, e salire a grande potenza. Divenuto erede
del ducato nel 1127 alla morte di Guglielmo, nel 1130 si fa
incoronare a Palermo Re di Sicilia. Contro di lui si uniscono
gli altri stati normanni guidati dai Principi di Capua, e
inizia una durissima guerra.
La lotta, complicata dall'intervento di papi e imperatori,
ha fasi alterne. Ruggero II è sconfitto nel 1134 disastrosamente
a Sarno, dopo avere invano assediato Nocera. Nel 1137-38 l'assedia
nuovamente e la conquista, distruggendola. Imposto il suo
dominio a tutto il Sud, riorganizza da Palermo il regno e
lo governa fino alla morte nel 1154
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Il regno
normanno dura per tutto il XII secolo, ed è segnato da
una forte trasformazione dell'Italia Meridionale. Trionfa l'organizzazione
feudale, ma i sovrani tengono a freno la grande nobiltà, così
come limitano le tendenze autonomistiche delle città. Il territorio
nocerino è suddiviso tra molti piccoli signori, ma i due grandi
castelli rimangono affidati a Stratigoti
regi. Durante il regno di Guglielmo II sorge l'abbazia
di Materdomini.
Intanto le comunità locali cominciano ad aggregarsi,
formando delle Università,
con propri Sindaci che le rappresentano di fronte allo Stato. Quella
di Rocca è attestata nel 1224, quella di Nocera poco più
tardi. I documenti mostrano già presenti molte famiglie locali.
In questo primo periodo, tuttavia, i sindaci non sono veri e propri
magistrati, ma solo i procuratori della comunità per specifiche
questioni. Solo nel ‘400 diventeranno veri e propri capi della
comunità.
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