Nocera nella storia

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Età moderna ( quarta parte )


L’aumento della popolazione e l’emergere della nuova borghesia, soprattutto nella seconda metà del secolo, creano nuovi assetti sociali e nuovi problemi. Si attenua l’impegno civico della classe dirigente, mentre le classi popolari si impoveriscono, nonostante la crescita dell’economia, per l’indebolirsi della piccola proprietà.
Sale il malcontento dei ceti disagiati, sia per gli abusi degli amministratori, che giungono ad aperte violenze nei Parlamenti cittadini, sia per le usurpazioni massicce di terre del demanio civico.
La popolazione tocca, nel 1785, i 27.000 abitanti. Tra loro vi sono circa 500 preti, frati e suore, un migliaio di artigiani, in particolare filatori di seta, e una gran massa di contadini. Ad essi si aggiungono un migliaio di soldati. Le produzioni agrarie sono ragguardevoli, in particolare il granturco e i legumi, nonché il vino. Un maggior sviluppo è però impedito dall’eccesso di popolazione e dalla mancanza di nuove iniziative economiche.

La cultura locale prende coscienza di questi problemi e li analizza negli scritti di G. B. Scalfati e Nicola Cicalese, che mostrano una formazione culturale aperta alle idee che giungono anche dai grandi centri dell’Illuminismo inglese e francese, oltre che da Napoli. Frutto di questa penetrazione di nuove idee è la nascita di logge massoniche. Da esse verranno esponenti della classe dirigente nel cruciale periodo della dominazione francese.
Il prologo di essa è l'effimera Repubblica Partenopea nel 1799. Nocera fu allora tra i primi centri a erigere l' "albero della libertà", ad opera di un gruppo di giovani capeggiati da Francesco Federici.

La municipalità nocerina fu anche tra le prime a inviare a Napoli i propri rappresentati per aderire alla neonata Repubblica, nel gennaio del 1799.

La Repubblica crollò però pochi mesi dopo, sotto l'attacco delle bande sanfediste. Nocera fu teatro di aspri scontri, nel corso dei quali i sanfedisti incendiarono anche l'Archivio Cittadino.

Repubblica partenopea
" Rappresentazione della repubblica partenopea "

La restaurazione borbonica fu seguita da processi, condanne a morte e esili. L'antico ordine fu apparentemente restaurato, ma esso ormai aveva perso l'appoggio di gran parte delle classi medie e alte. Nel 1806 le truppe francesi occupano il Regno di Napoli, mentre Ferdinando IV fugge in Sicilia. A Nocera giunge una divisione di 8.000 uomini, guidati dal generale Verdier. Essi esautorano la vecchia amministrazione cittadina, sostituendovi una Deputazione formata da simpatizzanti delle idee rivoluzionarie, con a capo Vincenzo de Vincenzi.

 

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