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Età
moderna
( quinta parte )
L'occupazione francese comportò per la Città enormi
spese,
estorsioni vere e proprie e un indebitamento assai grave, nonostante
gli sforzi del De Vincenzi.

"Giuseppe Bonaparte"
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Con l'avvento al trono di Giuseppe
Bonaparte (1806-1808) iniziò però anche
un periodo di grandi riforme.
Tra le prime e più importanti furono
l'abolizione del regime feudale e la riforma amministrativa,
che poneva a capo di ogni Provincia un Intendente e sostituiva
alle vecchie Università i Comuni, amministrati da Sindaci
e Decurioni scelti tra i cittadini più abbienti.La
riforma amministrativa ebbe per conseguenza lo smembramento
della Città.
Nonostante l'opposizione
della parte più illuminata della classe dirigente,
Nocera dei Pagani fu divisa in cinque nuovi Comuni: Nocera
Corpo, Nocera S. Matteo, Pagani, Sant'Egidio e Corbara.
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Rimasero tuttavia vivi alcuni legami, conseguenza della secolare unità,
e per regolare alcuni rapporti continuò ad applicarsi il Lodo
Baldini.
Il Demanio Comune, che risultò gravemente ridotto dalle usurpazioni
fu suddiviso nel 1810, ma quello delle due Nocera rimase ancora unito,
e solo alla fine del secolo si procedette alla sua divisione tra Nocera
Superiore e Nocera Inferiore. L'adesione al nuovo governo fu abbastanza
compatta: durante il Decennio furono pochi gli esuli
politici e quelli che si diedero al brigantaggio antifrancese.
Anche il più famoso dei briganti
locali, Codino di Cane, fu inizialmente mosso da una vendetta privata.
" Pagani: Basilica di Sant' Alfonso Maria de' Liguori "
Una legge che ebbe forti riflessi sulla vita sociale
fu quella che aboliva molti Ordini religiosi, e ne incamerava i beni.
A Nocera furono soppressi S. Giovanni in Parco, S. Angelo in Grotta,
S. Francesco, S. Maria di Materdomini, S. Maria del Presepe, Monteoliveto.
A Pagani i Carmelitani e i Camaldolesi. I conventi furono incamerati
dallo Stato coi loro beni,
e venduti a privati o utilizzati come Caserme o edifici pubblici.
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