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Età
moderna
( sesta parte )
Emerge nel Decennio prepotentemente una nuova classe sociale egemone,
formata dal vecchio ceto proprietario ma anche da funzionari e mercanti,
che prendono saldamente nelle loro mani la vita pubblica. L'economia
viene sollecitata verso nuove forme produttive. Si introducono nell'Agro
culture nuove, come il cotone e la patata. Il cambiamento è
particolarmente forte durante il regno di Gioacchino Murat (1808-1815),
che fu spesso anche a Nocera.

" La strada della costiera
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Tra le novità del periodo da segnalare
la costruzione dell'Alveo
nocerino, che allontanò il pericolo delle alluvioni,
e il collegamento stradale con la costa
amalfitana.
La Restaurazione
borbonica nel 1815 fu poco traumatica.
Non vi furono persecuzioni, e fu mantenuta
in vigore gran parte della nuova legislazione. In particolare
restarono valide le nuove norme per l'amministrazione locale,
coi Decurionati, i Consigli Distrettuali e quelli Provinciali
a base timocratica.
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I cinque Comuni nati dalla divisione del 1806 rimasero
separati, e conobbero una diversa evoluzione. S. Egidio e Corbara
mantennero un carattere prevalentemente agricolo, e conservarono inalterati
i vecchi equilibri sociali. Pagani, Nocera Corpo e Nocera S. Matteo
presero invece nuove strade. A Pagani, accanto all'agricoltura, ebbero
rilievo i commerci. L'aumento della popolazione portò tuttavia
a un peggioramento delle condizioni di vita del popolo, che si manifestò
con particolare violenza nei ripetuti tentativi degli indigenti di
porre a sacco il Demanio boschivo nocerino, essendo quello paganese
quasi inesistente.
Furono costruiti nuove strade e il Cimitero. La chiesa di S. Felice,
diruta, fu abbattuta, e la Parrocchia trasferita nella contigua chiesa
del Corpo di Cristo. Nel 1850 fu istituito il Mercato settimanale.
Ampia diffusione ebbero anche a Pagani prima la Massoneria, poi la
Carboneria e altre sette patriottiche. Tra le vittime delle repressioni
borboniche ricordiamo Gaetano
Criscuolo, condannato al carcere duro nel 1829, Aniello
Criscuolo, combattente alla difesa di Roma, ove cadde nel 1849,
e Antonio
Guerritore, volontario della I guerra d'Indipendenza.
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Vie diverse prese l'evoluzione nocerina. Qui
i due Comuni di Corpo e S. Matteo erano a tal punto strettamente
collegati, anche topograficamente, che risultava impossibile
una reale autonomia nelle scelte. Nel 1834 perciò i
due Comuni ottennero di riunirsi col nome di Nocera. Restava,
comunque, una diversità economica e sociale tra i villaggi
superiori, agricoli, e quelli inferiori, aperti ai traffici
e all'industria, e con una borghesia più evoluta. Ciò
sfocerà nella nuova separazione del 1850, che creerà
i Comuni di Nocera Inferiore e Nocera Superiore, a partire
dal 1° gennaio 1851.
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Lo sviluppo nocerino fu rapido in tutti i campi.
La popolazione crebbe enormemente, e così la ricchezza, pur
se distribuita inegualmente. L'agricoltura, sfruttando a pieno la
ricchezza d'acqua, si andò sempre più specializzando:
accanto al granturco e al gelso si diffondono il cotone e la patata.
La vigna è ovunque presente, fornendo vari tipi di vino di
diverso pregio. Si affermano le culture ortofrutticole.
Sorgono le prime attività industriali: imprenditori
svizzeri creano un piccolo cotonificio a Casolla, la fabbrica Vyoller
& Mayer, mentre la tradizione delle botteghe dei maccaronari si
evolve verso una produzione per l'esportazione. È anche sviluppata
la concia delle pelli e varie attività artigiane. Il commercio,
libero dagli antichi intralci, si espande, e trova un forte impulso
nelle esigenze del Presidio, forte di oltre 4.000 soldati ospitati,
oltre che nel Gran Quartiere, nelle caserme ricavate nei conventi
aboliti.
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