Nocera nella storia

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Il medioevo

Il castello rimane residenza regia con i successivi sovrani, Roberto e Giovanna I. Ad esso si affianca un palazzo regio, sul versante settentrionale della vetta, unito alla fortificazione e racchiuso nella cinta muraria più alta. A questa si accompagnano altre due cerchie di mura e torri, a mezza costa e alla base della collina. Nella cinta più bassa, che è accompagnata da un fossato ove scorre la Solofrana (o Saltera) si aprono due porte principali, al Borgo e al Mercato.
All’interno della cerchia più ampia sono case d’abitazione e chiesette. La più antica attestazione dell’insediamento d’una grande famiglia in questo luogo è riferita ai De Ruggiero nel 1372, cui seguirono rapidamente altre stirpi magnatizie.
La prima età angioina segna un’espansione degli abitati, e ai vecchi casali se ne aggiungono nuovi, spesso formatisi attorno alle proprietà di qualche grande famiglia: Cicalesi, Merichi, Sperandei… Emerge per importanza crescente l’insediamento attorno al castello di Corteimpiano, nucleo della futura Pagani, che è nei documenti indicato come il Borgo della città.
A partire dall’età sveva la città nel suo insieme è designata col nome di Nocera dei Cristiani, più tardi mutato in Nocera dei Pagani.
Il territorio cittadino si riduce gradualmente: già nel XII secolo se ne è staccata S. Giorgio, e più tardi vengono infeudati a signori diversi Angri, S. Marzano, S. Valentino e Rocca. Nascono università minori come Barbazzano.

" Ruderi del castello di Nocera "

La popolazione è abbastanza numerosa, grazie alla produttività dell’agricoltura. Le famiglie che la formano sono spessissimo rimaste stabilmente sul territorio fino ad oggi.
Nel 1349-50 il castello è occupato dalle truppe del pretendente al trono Luigi d’Ungheria, che vi subiscono un sanguinoso assedio.

Viene poi concesso, assieme alla città, da Giovanna I al Gran Siniscalco, il fiorentino Niccolò Acciaiuoli, che nel 1362 vi accoglie Boccaccio.

L’Acciaiuoli completa la costruzione del palazzo. Alla sua morte, nel 1365, torna con la città alla Corona. Giovanna I concede il castello al marito Ottone di Brunswick, che ne fa la base di grandi cacce. Scoppiata la guerra di successione con Carlo di Durazzo, interviene al fianco di questi il papa Urbano VI. Nel 1384 questi è a Napoli, dove ottiene da Carlo III la concessione di molti feudi al nipote Francesco Prignano. Tra essi è Nocera.
Venuto in contrasto con Carlo III, il papa si trasferisce con la corte a Nocera nell’estate del 1384, e vi rimane, risiedendo nel castello, fino all’agosto 1385. Sventa una congiura di cardinali intesa a deporlo, e resiste all’assedio delle truppe regie, riuscendo infine a fuggire a Pesto, donde s’imbarca su navi genovesi per Lucca.

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