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Il
medioevo
( seconda parte )
Durante questo soggiorno nocerino Urbano VI ricostituisce la Diocesi
nocerina, affidandola al francescano fra Francesco da Nocera. La sede
episcopale è posta nella soppressa abbazia di S. Prisco.
La storia di queste vicende è stata narrata da un curiale del
seguito di Papa Urbano VI, il tedesco Teodorico di Niem. A lui dobbiamo
la più antica e suggestiva descrizione del nostro territorio.

" Nocera Inferiore: Castello
del Parco "
Il feudo nocerino viene in seguito concesso dal re Ladislao d’Angiò,
figlio di Carlo III, a Floridasso
Latro . Esso comprende però soltanto la parte orientale del
territorio, mentre la parte restante è in mano a vari altri
signori e il castello rimane demanio regio.
In quest’epoca l’Agro è travagliato dalle lotte
tra le grandi famiglie, in particolare tra i Pagano, gli Ungaro
e i Rinaldi. Gli scontri degenerano fino a vera e propria guerra,
e richiedono ripetuti interventi regi.
La
ricchezza
agricola è considerata eccezionale dai contemporanei,
e nutre una popolazione numerosa, sparsa tra i vari casali.
Sorgono edifici privati e chiese, quasi tutti scomparsi.
Si sviluppano anche attività commerciali e di artigianato
artistico, tra cui l’oreficeria
e il ricamo.
Nel XV secolo, banditi nel 1407 i Tomacelli, ed estinti nel
1422 i Latro, il territorio nocerino viene interamente dato
agli Zurlo, che lo dividono tra vari rami della famiglia. Il
castello nocerino resta però nel demanio regio, ed ospita
di frequente la regina Giovanna II, dei cui amori ancora favoleggia
il popolo. La città è coinvolta spesso nelle guerre
civili che segnano il regno di Giovanna II: nel 1421 Braccio
da Montone saccheggia Angri, e nel 1435 Alfonso V d'Aragona
assedia e prende il castello di Nocera, intanto passato agli
Zurlo. Più tardi, tuttavia, Alfonso, che dal 1442 è
re di Napoli, restituisce il feudo agli Zurlo. Esso comprende
allora anche Angri e le terre di Scafati fino al Sarno, San
Marzano e Rocca. |
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Sotto i sovrani aragonesi si svolgono nell'Agro
molti degli scontri decisivi tra il re Ferrante (1458-1494) e i baroni
ribelli, e nel 1461 costoro infliggono al sovrano una terribile sconfitta
presso Sarno.
Ristabilita l'autorità regia, la Città
non è toccata dalla grande congiura dei baroni (1477) capeggiata
da Francesco Coppola, conte di Sarno, e gli Zurlo mantennero la contea
di Nocera fino al 1495, quando Francesco II Zurlo, avendo appoggiato
l'invasione francese di Carlo VIII, questi si ritirò
fu assediato nel castello dal re Ferrandino, vinto, imprigionato e
privato di tutti i suoi feudi. La città fu allora concessa
a Giovanna d'Aragona, vedova di Ferrante I.
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