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Nuceria
Romana
Agli inizi del I secolo a.C. si determina il conflitto tra Roma e
gli alleati italici, che chiedono la cittadinanza romana, e cioè
l’eguaglianza di diritti.
Scoppia la guerra
sociale, e la Lega Nucerina si scinde: Nuceria resta legata a
Roma, le altre città aderiscono alla ribellione.
Nuceria ottiene subito la cittadinanza, le altre città l’avranno
dopo la vittoria romana, che comporta però la conquista di
Pompei e la distruzione di Stabia nell’88 da parte di Silla,
che ne concede il territorio a Nuceria.
Gli
abitanti della Lega Nucerina sono assegnati tutti alla tribù
Menenia. Le varie città si trasformano in municipii.
Il
territorio nocerino è gravemente danneggiato dalla
rivolta di Spartaco
e dei gladiatori.
Alla congiura di Catilina, volta a trasformare in senso popolare
lo stato romano, partecipa Publio
Sizio Nocerino, che è il solo dei capi a sfuggire
alla repressione (63 a.C.) rifugiandosi in Africa. Cesare
nel 46 gli concederà un ampio regno nella Numidia.
Nelle
guerre civili tra Cesare e Pompeo e poi tra i Triumviri Ottaviano
e Antonio e gli uccisori di Cesare, Nocera non ha un ruolo
di rilievo.
Ottaviano assegna parte del territorio a una colonia
di veterani. Dell’assegnazione sono ancora individuabili
le centuriazioni,
attraverso le foto aeree. L’arrivo dei coloni non sembra,
come altrove, essersi risolto in un loro predominio nella
città, giacché l’aristocrazia locale appare
sempre ricca e potente, come mostrano le
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" L'ara di M. N. Balbo "
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tombe monumentali di Pizzone e la costruzione dell’anfiteatro.
Con l’avvento del Principato Nuceria, che ha assunto la denominazione
di Nuceria Constantia, non ha ormai una storia propria, e le notizie
su di essa sono sporadiche. Viene ampliato il teatro.
Nerone
invia una nuova colonia di veterani nel 54 d.C.
Nel 59 d.C. nell’anfiteatro di Pompei molti nocerini muoiono
in una rissa con i tifosi pompeiani.
Nel
62 d.C. un violento terremoto, pare seguito da altre scosse negli
anni seguenti, danneggia gravemente tutta la zona. A Nuceria è
danneggiato, tra gli edifici, il teatro.
Nel
79 d.C. il 24 agosto l’eruzione
del Vesuvio distrugge Ercolano, Pompei e Stabia. A Nocera, gravemente
colpita, si rifugiano molti profughi.
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